
La struttura dell’offerta ricettiva alberghiere italiana, pari a 33.828 esercizi nel 1997, si presenta come una delle più frammentate dell’interno del panorama europeo,
si caratterizza per la prevalenza di esercizi alberghieri delle categorie più modeste 1 e 2 stelle che coprono il 56% dell’offerta.
Si tratta di imprese a conduzione familiare di piccole e medie dimensioni: il numero di posti letto per esercizio è pari a 22,9 per gli alberghi a una stella e 36,2 per gli alberghi a 2 stelle. Queste imprese hanno caratteristiche strutturali e funzionali che non sono adeguate ai
modelli operativi dell’economia post-industriale e del terziario e si trovano ad operare in condizioni critiche a causa della loro troppo gracile impostazione gestionale e finanziaria, della loro incapacità di esplicare un’incisiva azione di marketing e delle loro difficoltà di contatto con il mercato.
Da alcuni anni si assiste ad una progressiva diminuzione di esercizi alberghieri: dal 1987 al 1997 la struttura alberghiera ha subito una perdita di 4.286 esercizi, gli esercizi a 1 stella sono passati da 17.741 unità nel 1987 a 8.460 nel 1997.
Nello stesso periodo si è invece registrato un forte incremento nella categoria degli alberghi a 3 stelle che sono aumentati di ben 4.712 unità, nella categoria più elevata degli alberghi a 4 stelle sono aumentati con un incremento del 87,4%.
La maggior parte degli esercizi alberghieri e dei letti disponibili continua ad essere localizzata nelle regioni del Nord Italia, caratterizzate da una antica vocazione turistica. Altri caratteri strutturali rilevanti sono il numero degli addetti e il numero di unità locali per ogni impresa alberghiera.
Gli alberghi italiani occupano in media 5,3 addetti (compreso il titolare), che diventano 6,4 addetti al Centro, 6,1 al Sud e 4,8 al Nord Considerando come ulteriore indice di efficienza globale del settore della destagionalizzazione del consumo turistico va notato che in Italia l’attività ricettiva alberghiera è caratterizzata da una marcata stagionalità. La stagionalità è più elevata al sud che al nord e al centro.
La consistenza e la struttura degli esercizi complementari è molto varia: le tipologie di alloggio e le modalità di servizio offerto sono molto diverse pur avendo in comune la destinazione ad una clientela vacanziera che rende il comparto più sensibile.
In questi ultimi anni è aumentato sia il numero che la capacità ricettiva degli esercizi complementari.
Del comparto fanno parte i campeggi e i villaggi turistici, le altre tipologie comprendono gli alloggi agrituristici, gli ostelli per la gioventù, casa per ferie, rifugi alpini.
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