Pagamenti alternativi* Non hai soldi per la prostituta? Ok i buoni pasto
La chiamavano Bocca di rosa, metteva i buoni pasto sopra ogni cosa. Dopo l’amore, si intende. Chissà come avrebbe cantato la nuova tendenza tutta ligure (tra Sampierdarena, Cornigliano e il centro storico di Genova) il grande De André.
Sta di fatto che da qualche tempo, nel capoluogo le prostitute accettano volentieri i ticket restaurant in pagamento invece dei contanti.
Se ne sono accorti molti commercianti che sempre più spesso si trovano di fronte a rumene, slave e nigeriane che comprano nelle loro botteghe generi di prima necessità, pagandoli con i preziosi tagliandi. Questa nuova pratica permette alle lucciole genovesi di tirare sul prezzo, concordare prestazioni “ridotte” e spingere il cliente ad elargire opportune mance al termine degli incontri sessuali.

L’altra alternativa è quella di farsi dare buoni pasto corrispondenti ad un valore superiore a quello pattuito per il sesso mercenario. Una “botta” vale 30 euro? Dammene 45 e siamo comunque d’accordo, tu cliente non tocchi il conto in banca e usi un benefit aziendale, io ti faccio contento e ho comunque più soldi in tasca. E vissero tutti felici e contenti. In tempi in cui la sola parola ticket fa paura, non è cosa da poco.
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